che

Questo contenuto ha più di 20 anni, ed è qui per motivi di nostalgia ed affezione. Potrebbe essere al di fuori del contesto in cui è stato creato, e non è detto che rispecchi il mio pensiero attuale.

che ho letto “al mio giudice” di Perissinotto, che mi e’ piaciuto, che al mio sgabello ergonomico manca una ruotina, che “it’s a sin” e’ una cosa improponibile senza una approfondita conescenza del doppio pedale, che sono un poco triste, che ogni tanto vorrei poter dire al microfono di una radio era il 1970, l’estate era torrida e i(questo lo edito), che adesso c’e’ silenzio poiche’ il cd fattomi da adriano consta di soli tre pezzi, che nella mia classe c’e’ della gente, non omogenea, non unita, con delle persone interessanti, che la tristezza rimane, che ieri sera ho visto “scoop” di Allen e c’erano altre persone, che pelliconi in stato di ebrezza ha detto che vuole cambiare batterista, che forse per me non sarebbe giusto, ma dal punto di vista obbiettivo della vicenda ha ragione, che che che che che che che che che , che la jeffa non voleva che prestassi un libro a Plax perche’ sapevo che gli sarebbe piaciuto, che adesso il silenzio non e’ poi cosi’ fastidioso, che ho lavato i miei capelli, che ho letto l’ ultimo ratman, che probabilmente cimatti leggera’ qualcosa e poi me lo verra’ a dire, con il vecchio trucco del fulmen in clausola, che ora scendo per cena.

3 commenti su “che”

  1. Dai, It’s a sin non c’è bisogno di farla identica =) Però è bella, cavolo 😛

  2. oh, ma anch’io concordo. mi fa riscoprire il progressive. finora avevo sentito solo qualcosa degli yes, e non mi era piaiuto quasi per niente.

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