

https://medusanewsletter.substack.com/p/amatrice
Un metodo che preveda soprattutto di formare una domanda collettiva prima della risposta architettonica, cioè far emergere quali servizi, quali spazi e quale ordine di priorità la comunità riconosce come propri.
a (mia) grande richiesta, torna la rubrica sui panini di mezzanotte.
(forse uno dei miei pasti preferiti, assieme alla seconda colazione)
ah, e segnalo una nuova voce di menù: photo log. Un giorno troverò un sistema migliore, per il momento va così.
https://sustainableitc.substack.com/p/82-rimanere-o-resistere
Un ente pubblico che mantiene la propria presenza sta implicitamente dicendo: “questa è una piattaforma sicura”, mentre quegli stessi utenti vengono bombardati da truffe che sfruttano la fiducia costruita dalla presenza istituzionale. Il costo reputazionale è asimmetrico: quando un cittadino cade in una truffa dopo aver visitato la pagina Facebook di un’istituzione, l’associazione psicologica erode la fiducia nell’istituzione stessa. Meta incassa, l’istituzione paga in credibilità.
Le alternative esistono: siti web istituzionali accessibili, newsletter dirette, presenza su piattaforme federate. Il reach immediato di Meta è alto, ma la qualità dell’engagement è degradata dalla competizione con spam; il costo in termini di dati ceduti e legittimazione conferita è misurabile. Un ente pubblico che lascia Meta dichiara che la tutela viene prima della comodità, che esistono standard etici non negoziabili, e dimostra che è possibile costruire alternative.
La domanda non è se gli istituti pubblici possano permettersi di non stare su Facebook. È se possano permettersi, eticamente e strategicamente, di continuare a legittimare un sistema che mette a rischio i cittadini che dovrebbero proteggere.
domani è già mercoledì, ed io no.”