Questo contenuto ha più di 17 anni, ed è qui per motivi di nostalgia ed affezione. Potrebbe essere al di fuori del contesto in cui è stato creato, e non è detto che rispecchi il mio pensiero attuale.

I cacciatori (potrebbero chiamarsi anche esploratori o raccoglitori) sono quelli che esplorano la rete – la selva delle informazioni – e portano a casa le loro prede informative. Tutti i blog lo fanno, in un certo senso, ma i cacciatori sono i più esperti e specializzati, sanno dove si annida la preda e lì si appostano; il loro rapporto con la blogsfera è soprattutto una caccia alle novità (che tra parentesi io non chiamo notizie, ma genericamente informazioni: nel ciclo dell’informazione hanno senso anche le pagine personali e i diari, mentre se si parla di notizie no. Sarebbe però una suddivisione molto scadente, perché le pagine personali, ad esempio, sono a mio parere l’ossatura della blogsfera, la sua linfa vitale, per motivi che accennerò dopo). I cacciatori, per via del loro modo di operare, danno il via al percorso della citazione, che costituisce una delle architetture cooperative della blogsfera. Svolgono un’interessante operazione di giornalismo di secondo livello, cioè costruiscono percorsi personali nel magma della rete (che in realtà non è selvaggio, ma già prodotto di una lavorazione). Infatti postano in genere molte cose brevi al giorno, ognuna di argomento diverso e riferita a una fonte esterna, ben scritte e commentate. La lettura mattutina dei propri cacciatori preferiti non sostituisce quella del giornale (magari on-line), ma la integra su un piano differente, offrendo quel qualcosa in più che è poi ciò che ci interessa sapere.

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Flaviano: “rettifico: il tempo non c’è, ma io lo perdo comunque.”

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killingbambi:

clairefisher:

Ma la cosa che definitivamente mi fa incazzare, è la scoperta della crisi. Torno alle prime righe di questo post: la crisi per un sacco di gente, soprattutto giovani, c’è da sempre. Da quando siamo usciti dalle superiori non fate che ripeterci che non c’è posto per noi, che siamo in esubero, che abbiamo studiato troppo o troppo poco o comunque cose inutili, che non avremo la pensione, che non avremo la mutua, che non avremo il mutuo, non avremo una casa, non avremo una famiglia. Da dieci anni ormai ci prendete e ci buttate, ci fate lavorare a singhiozzo, ci licenziate senza preavviso, ci fate pagare delle tasse senza darci nulla in cambio, e ora ci venite a parlare di contratti di solidarietà, di sussidi di disoccupazione, di cose che comunque varranno solo ed esclusivamente per i lavoratori già protetti, quelli sindacalizzati, quelli delle grandi aziende, quelli che non siamo noi. Per noi, è “No future” da quando siamo nati.
E ora che voi finalmente annusate un pochettino della merda in cui viviamo, ci venite a dire di non andare a berci una birra perché “non sta bene, c’è la crisi”?

Ma andate a cagare, voi e la macchina per il pane.

a casa di irene: un’altra, grazie

The McGangBang: a McChicken Sandwich Inside a Double Cheeseburger [a chronicle] – Eat me daily

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The McGangBang: a McChicken Sandwich Inside a Double Cheeseburger [a chronicle] – Eat me daily

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“ Tumblrs are like bedrooms, and we’re teenagers spending idle hours postering them with pictures and magazine cutouts. ”
— Zach Klein