Non bisognerebbe farsi cacciare dall' Eden di domenica pomeriggio

Questo contenuto ha più di 20 anni, ed è qui per motivi di nostalgia ed affezione. Potrebbe essere al di fuori del contesto in cui è stato creato, e non è detto che rispecchi il mio pensiero attuale.

sto ascoltando: “Pablo Honey – Radiohead” (per puro caso)

ieri stavo aggiornando, ed e’ morto Mozilla.
ora sono qui, di domenica pomeriggio, di quelle da scriverci una canzone, del tipo no, non sta andando tutto male ma in realta’ e’ cosi’ (e’ un concetto difficile da spiegare, tipo: non c’e’ nulla che vada male, ma effettivamente e’ cosi’):
]il cielo e’ grigio
]inizia l’ autunno, e di conseguenza
]la pioggia
]la musica non ti tira su di morale
]e’ domenica pomeriggio

ora ho capito il titolo di un capitolo delle Guide pratiche per adolescenti introversi, ma il non trovare il libro fa aggiungere un altro punto alla lista precedente
]non trovo.
]noto che la mente non ha voglia di far niente, vorrei solo chiamare qualcuno e parlare; ma questa e’ una domenica pomeriggio gente. vorresti tornare a letto, ma l’ idea ti da il voltastomaco, dato che ti sei alzato a mezzogiorno, hai gia’ sognato tutto il sognabile (e l’ hai anche dimenticato subito, se e’ per questo), non hai voglia di sistemare il tuo diario, perche’ l’aggiunta del testo di 2+2=5 ha reso improbonibile ogni altra aggiunta.
questanno ho deciso che il diario sara’ pieno di immagini da dA. (link a fianco, un gran bel posto.)

una persona notevole sostiene che soffro di una qualche sindrome del tipo da cacciata dall’ eden. probabile. lo scientifico e’ belobelo. {vorrei scrivere come padone, alle volte}

tanto tempo fa Lexicon mi ha detto che lui ha cominciato a suonare a 16 anni perche’ non sapeva piu’ come esprimersi.
io non ho ancora trovato un modo per esprimermi. non faccio niente di creativo. provo a disegnare. non vado piu’ in la di pochi banali scarabocchi. provo a scrivere. non vado piu’ in la di “era una notte buia e tempestosa”. suono. “tumtumchatutucha”. leggo. ma cio’ non comporta manifestazioni esterne. e dire che io, come tutti gli umini, vorrei tanto lasciare una traccia.
pallida utopia.

carino pablo honey. non l’ avevo ancora sentito.

Time Flyes

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in costante e metodica mancanza di tempo, post telegrafico con cose:
.cercatevi qualcosa di Erté (grafico liberty)
.ho linus dell’ aprile 65 (nr. 1)

You scored as Postmodernist.
Postmodernism is the belief in complete open interpretation.
You see the universe as a collection of information with varying ways of putting it together. There is no absolute truth for you; even the most hardened facts are open to interpretation.
Meaning relies on context and even the language you use to describe things should be subject to analysis.

Postmodernist

88%

Idealist

69%

Modernist

69%

Materialist

63%

Romanticist

56%

Cultural Creative

56%

Existentialist

56%

Fundamentalist

38%

What is Your World View?
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pollution

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sono stato via una settimana.roba scout.
non riesco a scegliere.
questo post e’ solo per dire che sono tornato a casa.
forse lo editero’, forse lo cancellero’. si vedra.

presto seguiranno aggiornamenti.

Thinks of Absinth

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UN mito indiano racconta che due divinita’ una della scrittura e l’altra di non so che un giorno si sfidarono per vedere chi avrebbe fatto il giro del mondo piu’ velocemente.
una parti’ subito, l’ altra aspetto’ lì. quando l’ altra torno, reclamo’ la sua vittoria, ma l’altra, con dovizia di particolari, comincio’ a raccontare come era il mondo, poiche’ l’aveva letto tutto sui libri.Quando termino’ era stata cosi’ convincente che l’altra si convinse e lascio’ a lei la vittoria.*


Il topo che mangiava i gatti

Un vecchio topo di biblioteca andò a trovare i suoi cugini, che abitavano in solaio e conoscevano poco il mondo.
– Voi conoscete poco il mondo, – egli diceva ai suoi timidi parenti, – e probabilmente non sapete nemmeno leggere.
– Eh, tu la sai lunga, – sospiravano quelli.
– Per esempio, avete mai mangiato un gatto?
– Eh, tu la sai lunga. Ma da noi sono i gatti che mangiano i topi.
– Perché siete ignoranti. Io ne ho mangiato più d’uno e vi assicuro che non hanno detto neanche: Ahi!
– E di che sapevano?
– Di carta e d’inchiostro, a mio parere. Ma questo è niente. Avete mai mangiato un cane?
– Per carità.
– Io ne ho mangiato uno proprio ieri. Un cane lupo. Aveva certe zanne… Bene, si è lasciato mangiare quieto quieto e non ha detto neanche: Ahi!
– E di che sapeva?
– Di carta, di carta. E un rinoceronte l’avete mai mangiato?
– Eh, tu la sai lunga. Ma noi un rinoceronte non l’abbiamo visto mai.
Somiglia al parmigiano o al gorgonzola?
– Somiglia a un rinoceronte, naturalmente. E avete mai mangiato un elefante, un frate, una principessa, un albero di Natale?
In quel momento il gatto, che era stato ad ascoltare dietro un baule, balzò fuori con un miagolio minaccioso. Era un gatto vero, di carne e d’ossa, con baffi e artigli. I topolini volarono a rintanarsi, tranne il topo di biblioteca, che per la sorpresa era rimasto immobile sulle sue zampe come un monumentino.
Il gatto lo agguantò e cominciò a giocare con lui.
– Tu saresti il topo che mangia i gatti?
– Io, Eccellenza… Lei deve comprendere… Stando sempre in libreria…
– Capisco, capisco. Li mangi in figura, stampati nei libri.
– Qualche volta, ma solo per ragioni di studio.
– Certo. Anch’io apprezzo la letteratura. Ma non ti pare che avresti dovuto studiare un pochino anche dal vero? Avresti imparato che non tutti i gatti sono fatti di carta, e non tutti i rinoceronti si lasciano rosicchiare dai topi.
Per fortuna del povero prigioniero il gatto ebbe un attimo di distrazione, perché aveva visto passare un ragno sul pavimento. Il topo di biblioteca, con due salti, tornò tra i suoi libri, e il gatto dovette accontentarsi di mangiare il ragno.
– G. Rodari, favole al telefono


io probabilmente farei la fine del topo. ma senza ragni intorno.


*chiunque conosca il mito meglio di me e’ pregato di segnalarlo.

pappagallini.

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A 13-14 avrei scritto un sacco di lettere.
diverse ai miei ex compagni di classe
.tutte d’addio
.perche’ (in fondo?) sono un sentimentale
.e, tra l’altro, a ben pochi dei miei compagni di classe tenevo veramente. probabilmente era solo per stupire, e per riempire il mio cerebro di “immagini mentali”* tristi e/o commoventi.

spesso pensavo anche che avrei dovuto redigere il mio testamento. non che avessi intenzione di decedere in breve tempo, solo lo ritenevo utile. e aiutava le suddette immagini mentali.
un po’ come i bambini che immaginano la loro morte per “sentire” i genitori che dicono che si sono comportati male con loro o cose simili.

*bisognera’ trovare termini piu’ felici, in futuro


comunque, ho anch’io un orologio da taschino

vita

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Di Spagna sono la bella, regina son dell’amor
Tutti mi dicono stella, stella di vivo splendor
Stretti stretti nell’estasi d’amor
La spagnola sa amar così, bocca a bocca la notte e il dì
Bella spagnola che canti, tu sei più vaga di un fior
Sogno di luce che incanti, come una maga d’amor
Stretti stretti…
Coming up beyond belief
On this coronary thief
More than just a light motive
More chaotic, no relief
I’ll describe the way I feel
Weeping wounds that never heal
Can the savior be for real
Or are you just my seventh seal?
No hesitation, no delay
You come on just like special K
Just like I swallowed half my stash
I never ever want to crash
No hesitation, no delay
You come on just like special K
Now you’re back with dope demand
I’m on sinking sand
Gravity
No escaping gravity
Gravity
No escaping… not for free
I fall down… hit the ground
Make a heavy sound
Every time you seem to come around
I’ll describe the way I feel
You’re my new Achilles heel
Can this savior be for real
Or are you just my seventh seal?
No hesitation, no delay
You come on just like special K
Just like I swallowed half my stash
I never ever want to crash
No hesitation, no delay
You come on just like special K
Now you’re back with dope demand
I’m on sinking sand
Gravity
No escaping gravity
Gravity
No escaping… not for free
I fall down… hit the ground
Make a heavy sound
Every time you seem to come around
No escaping gravity
No escaping gravity
No escaping gravity
No escaping gravity
Gravity

non

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respiro.

none’ piacevole svegliarsi con la netta senzazione di avere un cancro ai polmoni.

Mondiali

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ho pensato a lungo su come esporre in modo costruttivo la mia… bho, rabbia, intolleranza, odio,…. non so…. verso i suddetti.
non giungendo a niente, mi limitero’ a usare la firma di un mio amico da un forum.

“Tutto cio’ e’ orrore scenico”

quellochenonriescoafare

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(non che mi interessi per fini pratici, giusto per aggiornare qua piu’ spesso.)

“Non avere un pensiero e saperlo esprimere: è questo che fa di uno un giornalista” – Karl Kraus