Questo contenuto ha più di 20 anni, ed è qui per motivi di nostalgia ed affezione. Potrebbe essere al di fuori del contesto in cui è stato creato, e non è detto che rispecchi il mio pensiero attuale.
Un nome strano per define una cosa vacua come una stagione.
vuota. e Illusoria
Mattinate ricolme di sole, traboccanti di quella tanta agonata luce; che dovrebbe essere calda, ma e’ solo una vana illusione. E’ il ricordo preesistente del sole che deve ovviamente essere caldo. Ma ti frega. ti fotte. non e’ affato cosi’. e ti geli. le mani, i polsi. le cicatrici sui polsi si fanno piu’ vive, ti riportano a ricordi, ricordi malati. sick.
grazie al cielo* c’e’ la nebbia. cosi’ misteriosa e Dark. Fitta, folta. nasconde, occulta, immobilizza, frega anche lei, ma non lo fa alle spalle, cosi’ si e’ pronti ad affrontarla… e a divenire parte di lei… reale e illusorio sono mescolati, in un vortice statico ricolmo di freddo.
Al mattino dal mare e dalle scogliere oltre Kingsport si alza la nebbia.
Bianca ed eterea sale dal profondo per unirsi alle sue sorelle, le nuvole, ancor umida dei sogni di pascoli sommersi e delle caverne ove vive il levitano.
Piu’ tardi, quando le rapide piogge estive battono sui tetti aguzzi dove vivono i poeti, le nuvole liberano una parte di quei sogni, cosi’ che gli uomini non vivano nell’ ignoranza dei vecchi arcani e delle meraviglie che i pianeti raccontano ai pianeti nella solitudinedella notte. Quando le storie si moltiplicano nelle grotte dei tritoni e le conchiglie delle citta’ sommerse rieccheggiano le folli canzoni che appresero dagli Anziani, le grandi nebbie si levano ansiose verso il cielo, colme di racconti da narrare, e chi guarda dalle scogliere verso l’ oceano vede puro biancore, come se il confine delle pareti a picco sul mare fosse il confine della terra, e i solenni campanacci delle boe suonassero in mezzo al cielo fatato.
-H.P. Lovecraft “The Strange High House in the Mist”
*buffo, in un post principalmente sulla metereologia.