Stay Away

Questo contenuto ha più di 20 anni, ed è qui per motivi di nostalgia ed affezione. Potrebbe essere al di fuori del contesto in cui è stato creato, e non è detto che rispecchi il mio pensiero attuale.

Post scritto mentalmente piu’ volte nell’ arco delle ultime 24 ore.

ieri sera:
non farlo.

mezzogiorno:
dev’essere piovuto, stamattina, perche’ tornando a casa i colori erano piu’ vividi del solito. e c’era quel buon odore di temporale estivo. mi sono sempre chiesto perche’ la pioggia “colori” i colori. bho.

primo pomeriggio:
oggi le nuvole ricordavano vagamente dio.

pomeriggio:
odio verso una persona che, dopo che non mi vedeva da quasi un anno (per fortuna..) mi saluta dicendo: “Ciao lollo, la smetti di vestirti cosi?”*. pazienza.

*pantaloni neri, camicia azzurro-grigio e scarpe idem. il tutto alquanto stropicciato dato che ci ho dormito dentro…

**nonmiricordocosavolevomettere.vabbe’.

e dopo?

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cosa rimane dopo?

non lo so. non spetta a me dirlo.

Silenzio.

dopo cosa?

aAh, saperlo……..

non importa. e’ bello di per se sapere che ci sara’ un dopo.

stranezza.

alti & BASSI

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sulle casse: Lost – The Cure

felicità.

tanta felicità.

Sconforto.

Voglia di lasciare tutto e tutti, di lasciarsi assorbire dalla monotonia di tutti i giorni,

morire dentro

felicità, divertimento.

che fatica vivere

ps: ieri avevo paura di uscire dalla depressione.paura della felicità. oggi so che la felicita’ e’ ancora lontana. [grazie al cielo.]

I'm lost in a forest

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A Forest

come closer and see
see into the trees
find the girl
while you can
come closer and see
see into the dark
just follow your eyes
just follow your eyes

I hear her voice
calling my name
the sound is deep
in the dark
I hear her voice
and start to run
into the trees
into the trees

into the trees

suddenly I stop
but I know it’s too late
I’m lost in a forest
all alone
the girl was never there
it’s always the same
i’m running towards nothing
again and again and again

– The Cure

sentimenti

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In ascolto: Ramones

ho la bruttissima impressione di non saper gestire i miei sentimenti.

non riesco a controllarLi.

echeccazzo.

se solo riuscissi ad

isolarmi.

inutile

basta

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basta, basta con tutto.

non esternare piu’ emozioni.

Alienazione

fai solo male ad altri, altri a cui vuoi bene.

smettila.

limitati a rovinare solo la tua di anima, a implodere in solitudine.

Solitudine

rimanici.

mai piu’. sei dannoso.

Prima Vera.

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Un nome strano per define una cosa vacua come una stagione.

vuota. e Illusoria

Mattinate ricolme di sole, traboccanti di quella tanta agonata luce; che dovrebbe essere calda, ma e’ solo una vana illusione. E’ il ricordo preesistente del sole che deve ovviamente essere caldo. Ma ti frega. ti fotte. non e’ affato cosi’. e ti geli. le mani, i polsi. le cicatrici sui polsi si fanno piu’ vive, ti riportano a ricordi, ricordi malati. sick.

grazie al cielo* c’e’ la nebbia. cosi’ misteriosa e Dark. Fitta, folta. nasconde, occulta, immobilizza, frega anche lei, ma non lo fa alle spalle, cosi’ si e’ pronti ad affrontarla… e a divenire parte di lei… reale e illusorio sono mescolati, in un vortice statico ricolmo di freddo.

Al mattino dal mare e dalle scogliere oltre Kingsport si alza la nebbia.

Bianca ed eterea sale dal profondo per unirsi alle sue sorelle, le nuvole, ancor umida dei sogni di pascoli sommersi e delle caverne ove vive il levitano.

Piu’ tardi, quando le rapide piogge estive battono sui tetti aguzzi dove vivono i poeti, le nuvole liberano una parte di quei sogni, cosi’ che gli uomini non vivano nell’ ignoranza dei vecchi arcani e delle meraviglie che i pianeti raccontano ai pianeti nella solitudinedella notte. Quando le storie si moltiplicano nelle grotte dei tritoni e le conchiglie delle citta’ sommerse rieccheggiano le folli canzoni che appresero dagli Anziani, le grandi nebbie si levano ansiose verso il cielo, colme di racconti da narrare, e chi guarda dalle scogliere verso l’ oceano vede puro biancore, come se il confine delle pareti a picco sul mare fosse il confine della terra, e i solenni campanacci delle boe suonassero in mezzo al cielo fatato.

-H.P. Lovecraft “The Strange High House in the Mist”

*buffo, in un post principalmente sulla metereologia.

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c’e’ qualcosa,

scuro,

che mi consuma dentro, che corrode la mia anima, la deteriora dolcemente…

no, non sono i miei polmoni da tabagista troppo giovane, non e’ la mia inattitudine agli sport, non e’ niente. Come i mostri di Lovecraft, indescrivibilmente terrorrizanti.

non so cos’e’, ma conosco i suoi effetti… spesso sono la mia unica compagnia.

tristezza diffusa, che pervade il mio corpo lentamente, per poi esplodere in tutta la sua potenza, attanagliandomi la mente. facendomi dimenticare le persone a cui voglio bene, che mi aiuterebbero. e cosi’ arrivano, tristemente dolci, i pensieri di morte. Morte, Morte, Morte! spesso sembra l’ unica via di scampo. ma non e’ cosi’ e bisogna tornare a vivere. bisogna scegliere la Vita. quando sarebbe cosi’ facile scamparne. serve veramente poco.

aspettero’. e quando sara’ il momento, non manchero’. per ora mi limito ad accelerare il tutto.