only friday night

Questo contenuto ha più di 7 anni, ed è qui per motivi di nostalgia ed affezione. Potrebbe essere al di fuori del contesto in cui è stato creato, e non è detto che rispecchi il mio pensiero attuale.

Devo – 1977 He was a mongoloid, mongoloid Happier than you and me Mongoloid, he was a mongoloid And it determined what he could see Mongoloid, he was a mongoloid One chromosome too many Mongoloid, he was a mongoloid And it determined what he could see And he wore a hat And he had a job And he brought home the bacon So that no one knew He was a mongoloid, mongoloid His friends were unaware Mongoloid, he was a mongoloid Nobody even cared Mongoloid, he was a mongoloid One chromosome too many Mongoloid, he was a mongoloid And it determined what he could see And he wore a hat And he had a job And he brought home the bacon So that no one knew He was a mongoloid, mongoloid Happier than you and me Mongoloid, he was a mongoloid And it determined what he could see Mongoloid, he was a mongoloid One chromosome too many Mongoloid, he was a mongoloid And it determined what he could see And he wore a hat And he had a job And he brought home the bacon So that no one knew Mongoloid, he was a mongoloid

Questo contenuto ha più di 8 anni, ed è qui per motivi di nostalgia ed affezione. Potrebbe essere al di fuori del contesto in cui è stato creato, e non è detto che rispecchi il mio pensiero attuale.

Devo - 1977

He was a mongoloid, mongoloid
Happier than you and me
Mongoloid, he was a mongoloid
And it determined what he could see
Mongoloid, he was a mongoloid
One chromosome too many
Mongoloid, he was a mongoloid
And it determined what he could see

And he wore a hat
And he had a job
And he brought home the bacon
So that no one knew

He was a mongoloid, mongoloid
His friends were unaware
Mongoloid, he was a mongoloid
Nobody even cared
Mongoloid, he was a mongoloid
One chromosome too many
Mongoloid, he was a mongoloid
And it determined what he could see

And he wore a hat
And he had a job
And he brought home the bacon
So that no one knew

He was a mongoloid, mongoloid
Happier than you and me
Mongoloid, he was a mongoloid
And it determined what he could see
Mongoloid, he was a mongoloid
One chromosome too many
Mongoloid, he was a mongoloid
And it determined what he could see

And he wore a hat
And he had a job
And he brought home the bacon
So that no one knew

Mongoloid, he was a mongoloid

Devo – 1977

He was a mongoloid, mongoloid
Happier than you and me
Mongoloid, he was a mongoloid
And it determined what he could see
Mongoloid, he was a mongoloid
One chromosome too many
Mongoloid, he was a mongoloid
And it determined what he could see

And he wore a hat
And he had a job
And he brought home the bacon
So that no one knew

He was a mongoloid, mongoloid
His friends were unaware
Mongoloid, he was a mongoloid
Nobody even cared
Mongoloid, he was a mongoloid
One chromosome too many
Mongoloid, he was a mongoloid
And it determined what he could see

And he wore a hat
And he had a job
And he brought home the bacon
So that no one knew

He was a mongoloid, mongoloid
Happier than you and me
Mongoloid, he was a mongoloid
And it determined what he could see
Mongoloid, he was a mongoloid
One chromosome too many
Mongoloid, he was a mongoloid
And it determined what he could see

And he wore a hat
And he had a job
And he brought home the bacon
So that no one knew

Mongoloid, he was a mongoloid

Agosto, moglie mia non ti conosco – A. Campanile, 1930. § – Io mi debbo abbronzare e non ho tempo di pensare a Villa! – Scusi tanto… -Anzi, giacché è lì mi dica, per favore, se l’omero sinistro è abbastanza nero -Un po’ meno del destro… -Maledizione! Non riuscirò, dunque, a ottenere una tinta unita?

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Agosto, moglie mia non ti conosco - A. Campanile, 1930.
§
- Io mi debbo abbronzare e non ho tempo di pensare a Villa!
- Scusi tanto...
-Anzi, giacché è lì mi dica, per favore, se l'omero sinistro è abbastanza nero
-Un po' meno del destro...
-Maledizione! Non riuscirò, dunque, a ottenere una tinta unita?

Agosto, moglie mia non ti conosco – A. Campanile, 1930.
§
– Io mi debbo abbronzare e non ho tempo di pensare a Villa!
– Scusi tanto…
-Anzi, giacché è lì mi dica, per favore, se l’omero sinistro è abbastanza nero
-Un po’ meno del destro…
-Maledizione! Non riuscirò, dunque, a ottenere una tinta unita?

intervista a WuMing 1 (2010)

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E’ dunque possibile un’integrazione, più che un conflitto, tra vecchio e nuovo, lentezza e velocità, ordine e disordine? In molti settori – dalla musica all’informazione alla cultura in senso lato – si tende a vedere in modo quasi apocalittico la diffusione impetuosa delle tecnologie e gli effetti che essa sta generando. Voi la guardate con maggiore positività? O trovate forse la positività proprio nel conflitto?

La seconda che hai detto. La rete è un luogo di conflitto e nel conflitto non si può non stare. Vent’anni fa si facevano discorsi deliranti, sulla rete come luogo della libertà e dell’utopia, su Internet come tecnologia liberante. Si faceva un abuso di aggettivi come “orizzontale”, “rizomatico”, “paritario”, “a-gerarchico”. Si era arrivati a descrivere la tecnologia come una forza autonoma. Il fatto è che in rete eravamo pochissimi. C’erano gli smanettoni e i “poeti”, i cyberpunk e i primi attivisti, alcuni professori e qualche artista maudit. Oggi in rete ci sono tutti, o quasi. Solo Facebook in Italia quanti iscritti ha? Undici milioni? La rete oggi corrisponde al paese reale, ci sono gli stessi comportamenti che ci sono fuori, ci sono i gruppi contro Balotelli intitolati “Non esistono negri italiani”. Quindi si sta in rete come si sta in Italia, punto. Si cerca di dare il meglio e trarre il meglio, in condizioni difficoltose. Non esistono tecnologie liberanti, come non sono mai esistite architetture liberanti. Ogni architetto che ha avuto un sogno utopico, legato a edifici che avessero certe caratteristiche, una volta che li ha costruiti ha capito che quelle caratteristiche erano rimaste sulla carta, perché il mondo reale è pieno di contraddizioni e lacerazioni e la gente che abita in quegli edifici ha una vita anche al di fuori di essi. Anche Internet è un’architettura, per quanto all’inizio ben poco programmata. Si sta programmando nel suo farsi, ma non è di per sé liberante. La libertà non si pianifica, la libertà è una pratica, una prassi giorno per giorno. Se in rete ci sono persone più libere di altre è perché praticano la libertà, non perché stanno in rete. Riguardo all’accelerazione, all’impetuoso arrembaggio del nuovo… noi non facciamo l’apologia di questa accelerazione. Non accettiamo tutto. Ad esempio, abbiamo valutato che Facebook è incompatibile con le nostre pratiche e le nostre pratiche sono incompatibili con Facebook. Quindi selezioniamo, decidiamo strategicamente i terreni su cui muoverci: non decidiamo di adottare una novità proprio per il suo essere novità, ma perché sentiamo di poterci fare qualcosa.

su Giap.

È con grandissima soddisfazione che annunciamo la vittoria al bando regionale “Giovani per il territorio” promosso dall’IBC dell’Emilia Romagna!! Il nostro progetto di riqualificazione dell’archivio di immagini storiche di Faenza è piaciuto alla commissione, tanto da inserirci tra i 10 vincitori su 31 partecipanti. Questa vittoria ci permetterà di restaurare un’ampia parte del materiale storico fotografico conservato nella nostra sede, di avviare una digitalizzazione in altissima qualità di immagini anche su lastra di vetro di fine ‘800 e inizio ‘900, patrimonio importantissimo per la nostra città che deve essere tutelato e valorizzato. #fototecamanfrediana #archiviostorico #giovaniperilterritorio #ibc #regioneemiliaromagna #archiviamo

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Lorenzo shared a post.

Questo contenuto ha più di 8 anni, ed è qui per motivi di nostalgia ed affezione. Potrebbe essere al di fuori del contesto in cui è stato creato, e non è detto che rispecchi il mio pensiero attuale.

Buon compleanno FabLab Faenza, e in bocca al lupo al nuovo consiglio direttivo!🎂🐺

(So Long, and Thanks for All the fish🐬)

Saturday afternoon at the mall. Francesco A. Gianninoto, an industrial designer whose creations included the Marlboro flip-top cigarette box, […], died of kidney failure last Friday at the Danbury Hospital. He was 85 years old and lived in Redding, Conn. Mr. Gianninoto, who was born in Chiaramonte, Sicily, and came to New York with his family in 1911, was a consultant to manufacturers of many major products in the United States and abroad, including Dole pineapples, Lipton teas, Wild Turkey liquor, Buitoni spaghetti and Nestlé confections. -The New York Times, April 14, 1988

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Saturday afternoon at the mall.

Francesco A. Gianninoto, an industrial designer whose creations included the Marlboro flip-top cigarette box, [...], died of kidney failure last Friday at the Danbury Hospital. He was 85 years old and lived in Redding, Conn.

Mr. Gianninoto, who was born in Chiaramonte, Sicily, and came to New York with his family in 1911, was a consultant to manufacturers of many major products in the United States and abroad, including Dole pineapples, Lipton teas, Wild Turkey liquor, Buitoni spaghetti and Nestlé confections. -The New York Times, April 14, 1988

Saturday afternoon at the mall.

Francesco A. Gianninoto, an industrial designer whose creations included the Marlboro flip-top cigarette box, […], died of kidney failure last Friday at the Danbury Hospital. He was 85 years old and lived in Redding, Conn.

Mr. Gianninoto, who was born in Chiaramonte, Sicily, and came to New York with his family in 1911, was a consultant to manufacturers of many major products in the United States and abroad, including Dole pineapples, Lipton teas, Wild Turkey liquor, Buitoni spaghetti and Nestlé confections. -The New York Times, April 14, 1988